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10 giugno 2013

FIORENTINO MARCANDALLI - INTERVISTA

Nel mio girovagare per le strade di Busnago e dintorni, spesso mi capita d'incontrare e intervistare persone di tutte le condizioni sociali.
Il materiale registrato lo conservo per essere successivamente elaborato e assemblato.

Non sempre, ma a volte, tra impegni personali, famigliari e richieste di autorizzazione, passa anche più di un anno tra l'intervista e la  pubblicazione nel blog.
Quella a Fiorentino Marcandalli risale al 30 aprile del 2012. 
Nel frattempo il protagonista...

18 maggio 2013

UN FIORE AL MESE - MAGGIO: LA ROSA


Con il video che segue,
continua il tema
a cadenza mensile
che ogni mese descrive un fiore
presente nelle campagne o nei giardini di
Busnago e dintorni.
Il fiore del mese di maggio è:

L A  R O S A


Simbolo per eccellenza di amore, devozione, ammirazione, bellezza e perfezione, la rosa è uno dei fiori di aspetto elegante più apprezzati da secoli. La ‘rosa degli amanti’ è notoriamente in tutto il mondo quella rossa che, nella mitologia, era il fiore sacro a Venere, la dea romana dell'amore, e che è rimasta l’espressione immortale di romanticismo più inconfondibile per dichiarare il sentimento di amore profondo e appassionato a una persona speciale, soprattutto il giorno di San Valentino. Regalate dai figli il giorno della ‘Festa della Mamma’ ancora in vita.
Presso numerose culture antiche le rose rosse erano utilizzate come decorazione nelle cerimonie nuziali e spesso per agghindare la sposa, così che sono rimaste legate al matrimonio in alcuni Paesi come simbolo di amore e di fedeltà.
A seconda della sfumatura del rosso dei petali, la rosa esprime emozioni diverse: quella intensa, sincero rammarico e dolore; il carminio, le fantasie erotiche; il cardinale, una fortissima attrazione; l’amaranto, il desiderio provato da lungo tempo; quella accesa come fuoco, le fiamme della passione; il porpora, promette solennemente amore eterno.
Dalla tonalità calda e vibrante come una fiammata di fuoco, la rosa arancione trasmette un messaggio di energia e di entusiasmo, di orgoglio e di fervore, ma anche di fascino, di intensa attrazione e di desiderio appassionato quasi come le rose rosse.
La rosa color pesca è un simbolo di modestia, che però esprime anche un sincero apprezzamento e l’ottimismo per il futuro.
La rosa gialla esprimeva gelosia, inganno, tradimento e infedeltà in epoca vittoriana, mentre nella cultura moderna evidenzia sentimenti puramente platonici: un’amicizia appagante, l’affetto, l’accoglienza, la gioia del prendersi cura che riscalda il cuore trasmettendo il calore del sole e il senso di esuberanza.
Le rose dai petali gialli chiari sfumati in rosa pallido sono un tradizionale simbolo di socialità, dedicato anche all’amico sempre presente nei ricordi.
Una dozzina di rose bianche – considerate il ‘Fiore della Luce’ – indicano purezza, castità, riservatezza, lealtà e rispetto. Associate al nuovo inizio come tutti i fiori bianchi, rappresentano anche l'amore giovanile, mentre in bocciolo indicano a una ragazza che è troppo giovane per legarsi sentimentalmente.
In alcune culture native americane e in quella occidentale, è la ‘rosa della sposa’, simbolo di felicità nella cerimonia nuziale tradizionale, mentre in Scozia il fiorire di una rosa bianca in autunno è inteso preannuncio di un matrimonio precoce. Nel Galles, le rose immacolate sono il simbolo del silenzio e dell'innocenza, così spesso adornano le tombe dei bambini, mentre uno di questi fiori è portato addosso dagli orfani nel giorno della ‘Festa della Mamma’. Simbolo di umiltà, di riverenza e di spiritualità come ogni fiore candido, le rose bianche rappresentavano la purezza della Vergine.
Le rose dalla corolla sfumata dal bianco al verde – colore dell'armonia, della fertilità, dell’opulenza che trasmette un senso di pace e di tranquillità – sono il migliore augurio di una nuova vita prospera o della ripresa in salute.
La rosa lilla rivela l’incanto e la prima emozione d'amore, mentre quella in tonalità lavanda o quasi viola esprime un senso di maestosità, di splendore regale, ma anche l’amore a prima vista e il desiderio, pur rimandando al simbolismo della magia, all’avvertimento di procedere con cautela e discrezione.
Non presente allo stato naturale, ma ottenuta in modo artificiale, la rosa blu è considerata un fiore sfuggente che incarna il misterioso e il desiderare l'irraggiungibile, compreso il fantasticare nella speranza di prodigi, nuove opportunità e possibilità.
Le rose rosso scurissimo tendente al nero trasmettono sensazioni di addio e di morte, quindi sono dedicate ai defunti, ma segnalano anche la fine di un sentimento, di una relazione amorosa o di un'idea, ma anche l’aspirazione a un cambiamento significativo in futuro.
Due rose manifestano affetto, innamoramento, fidanzamento o promettono un futuro matrimonio.
Tre rose rappresentano il legame esistente tra una coppia di innamorati e, per tradizione, celebrano l’anniversario di un mese.
Sei rose dichiarano di avvertire la mancanza dell’amata e il coinvolgimento sentimentale a qualunque età, giovanile o matura.
Sette rose esprimono la presenza di un’infatuazione.
Nove rose rappresentano la volontà di rimanere per sempre legati alla propria partner.
Dieci rose attestano che la relazione amorosa è davvero perfetta.
Una dozzina di rose asseriscono di desiderare legarsi all’amata per tutta la vita, per averla accanto soltanto per sé. Tredici rose dimostrano amicizia all’infinito.
Quindici rose rivelano il proprio dispiacere.
Diciotto rose sono inviate per scusarsi.
Venti rose svelano la sincerità dei sentimenti che si provano.
Ventuno rose palesano la dedizione amorosa.
Due dozzine di rose esclamano di appartenere all’amata.
Venticinque rose presentano le congratulazioni.
Tre dozzine di rose rendono manifesto di sentirsi perdutamente innamorati.
Quaranta rose attestano che il proprio amore è autentico.
Cinquanta rose palesano un sentimento amoroso incondizionato.
Un mazzo di rose aperte in fiore ringraziano con riconoscenza.
Di straordinaria bellezza naturale, la rosa fu consacrata a Venere, la dea dell'amore, dagli antichi Romani. Nella mitologia greca, Clori (o Cloride), la dea dei fiori, diede origine alla prima rosa tramutando una ninfa trovata senza vita allo scopo di preservarne tanta avvenenza. Afrodite, la dea greca dell'amore, le attribuì parte della sua appariscenza; Dioniso, dio dell'energia naturale, le regalò un profumo indimenticabile; le tre Cariti, divinità della bellezza, le donarono splendore, fascino e gioia; Zefiro, dio del vento di Ponente, soffiò tra le nuvole per spazzarle via così Apollo, dio del sole, riuscì a fare fiorire quella che fu subito designata come la ‘Regina dei fiori’.
Secondo una leggenda medievale, le prime rose apparvero miracolosamente per salvare una fanciulla innocente condannata ingiustamente a morte sul rogo. In seguito alle preghiere per ottenere la liberazione, le lingue di fuoco si spensero, la legna che stava bruciando si tramutò in rose rosse e quella ancora da ardere in rose bianche.
RELIGIONE E ARTE
Nel Cristianesimo, la rosa – il ‘Fiore della Madonna’ – fu di sovente raffigurata nell’iconografia religiosa anche con i Santi e la tonalità rossa fu adottata come simbolo del sangue versato dai martiri cristiani. Secondo una leggenda popolare, in origine la rosa cresceva soltanto in Paradiso ed era priva di aculei, ma questi comparvero sullo stelo quando il fiore spuntò sulla Terra così che gli uomini ricordassero sempre i peccati e la caduta dello stato di Grazia dopo che Adamo ed Eva furono cacciati dall'Eden.
Tra le numerose raffigurazioni delle rose citate dalla storia dell’arte, quelle più ricche di particolari furono dipinte dal ‘Raffaello dei fiori’, Pierre-Joseph Redouté (1759-1840), pittore del Lussemburgo ricordato per la pubblicazione di oltre duemila acquarelli che rappresentavano più di 1.800 specie floreali diverse. Il pittore e litografo Henri Fantin-Latour (1836-1904) fu un prolifico pittore di fiori, in particolare di rose, oltre che di nature morte e di ritratti di gruppi di artisti e scrittori parigini. Con questi fiori si cimentarono artisti francesi come Pierre-Auguste Renoir (1841-1919) e Claude Monet (1922-1924), tra i massimi esponenti dell’Impressionismo, e il post-Impressionista Paul Cézanne. Nel ‘900, straordinarie sono state le opere dedicate alle rose da due famosi artisti statunitensi: la pittrice Georgia O'Keeffe 
 (1887-1986) e il fotografo Robert Mapplethorpe (1946-1989).
(informazioni “pescate” nella rete”).
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 Poesia
ELOGIO DI UNA ROSA 
Rosa della grammatica latina
che forse odori ancor nel mio pensiero
tu sei come l’immagine del vero
alterata dal vetro che s’incrina.

Fosti la prima tu che al mio furtivo
tempo insegnasti la tua lingua morta
e mi fioristi gracile e contorta
per un dativo od un accusativo.

Eri un principio tu: ma che ti valse
lungo il cammino il tuo mesto richiamo?
Or ti rivedo e ti ricordo e t’amo
perché hai la grazia delle cose false.

Anche un fior falso odora, anche il bel fiore
di seta o cera o di carta velina,
rosa della grammatica latina:
odora d’ombra, di fede, d’amore.

Tu sei più vecchia e sei più falsa, e odori
d’adolescenza e sembri viva e fresca,
tanto che dotta e quasi pedantesca
sai perché t’amo e non mi sprezzi o fori.

Passaron gli anni: un tempo di mia vita.
Avvizzirono i fior del mio giardino.
Ma tu, sempre fedele al tuo latino,
tu sola, o rosa, non sei più sfiorita.

Nel libro la tua pagina e' strappata,
strappato il libro e chiusa la mia scuola,
ma tu rivivi nella mia parola
come nel giorno in cui t’ho “declinata”.

E vedo e ascolto: il precettore in posa,
la vecchia Europa appesa alla parete
e la mia stessa voce che ripete
sul desiderio di non so che cosa:

Rosa, la rosa
Rosae, della rosa…


da "Poesie" (1919)
(Marino Moretti)

26 aprile 2013

25 APRILE 2013 - FESTA DELLA LIBERAZIONE A BUSNAGO

Ieri 25 Aprile 2013,
a Busnago è stato ricordato il 68° anniversario della

L I B E R A Z  I O N E

il video che segue, documenta alcuni momenti della giornata.
(buona visione)

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Nella prima parte del video che segue, un giovane parla ad altri giovani del 25 aprile. 
Il video prosegue con altre amenità più o meno interessanti fino al tema della rielezione del nostro 
Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
 

20 aprile 2013

QUATTRO FIORI NEL MESE DI APRILE: CIDONIA-FORSIZIA-MAGNOLIA-STELLATA-NARCISO


Con il video che segue,
continua il tema
a cadenza mensile
che ogni mese descrive un fiore
presente nelle campagne o nei giardini di
Busnago e dintorni.
Il fiore del mese di aprile... sono quattro.
  • LA CIDONIA
  • LA FORSIZIA
  • LA MAGNOLIA STELLATA
  • IL NARCISO


Alcune notizie  sui quattro fiori del video ("pescate" nella rete):

CIDONIA

La cydonia o cotogno giapponese o chaenomeles japonica, E' una pianta di origine asiatica, precisamente Cina, Giappone e Corea, per questo viene chiamata japonica, da uno dei suoi paesi d'origine, strettamente imparentata con le mele cotogne, di cui è una varietà da fiore. Il suo colore intenso le ha regalato poi anche il nome comune di Fior di pesco.

Una particolarità di questa pianta è che viene spesso usata per la creazione di bonsai, data la dimensione contenuta delle foglie e la bella colorazione del tronco che si desquama lasciando zone di colori diversi.

Ha un portamento arbustivo con rami densi e leggermente spinosi, dalla corteccia verde/marrone. Raggiunge l’altezza di 1,5 metri nella varietà .

Tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera produce fiori di colore rosso/arancione e sbocciano anche per un paio di mesi.

La potatura del cotogno del Giappone si effettua dopo la fioritura.
Si potano i rami vecchi fino all’altezza di 3 gemme per favorire l’emissione di quelli nuovi. Si potano i rami centrali per favorire il soleggiamento e la forma della chioma.

In autunno la pianta produce piccole mele, gialle o rosse che, pur essendo eduli non sono adatte al consumo fresco ma cotte sono ottime per la preparazione di cotognate, marmellate e liquori.

E’ una pianta resistente, rustica e tollera le basse temperature fino a -15° senza coperture, si adatta a terreni argillosi, predilige posizioni soleggiate.

Una volta messa a dimora non avrà più bisogno di essere innaffiata, a parte in casi di siccità estrema.

Coltivata in vaso In vaso, se ricoverato in una veranda fresca e luminosa, fiorisce anche in inverno.

FORSIZIA
Nel linguaggio dei fiori la forsizia significa "bellezza fugace", simbologia pienamente giustificata dalla fioritura brevissima ma appariscente di questi arbusti molto decorativi.
La pianta trae il suo nome da William Forsyth, botanico scozzese fondatore della Reale Società di orticoltura a Londra, rinomatissima associazione del Settecento.
è una pianta che non necessita di particolari cure, l'unica sua necessità è quella di essere piantata in pieno sole, perchè senza un buon irraggiamento tenderà a diradare molto la sua magnifica fioritura.
Non necessita di un terreno particolare, l'unica cosa che teme sono i ristagni idrici.
Per quanto concerne la potatura l'unica attenzione da seguire è quella di non effettuare potature invernali ma aspettate a potare solo dopo la fioritura, perchè la pianta sviluppa i fiori solo sui rami nuovi dell'anno, quindi potature precoci vi ridurranno drasticamente la fioritura.
MAGNOLIA STELLATA

La Magnolia stellata nota anche come magnolia macrophylla è una pianta appartenente alla famiglia delle Magnoliaceae che viene coltivata a scopo ornamentale in vaso, nei giardini e nei parchi comunali per la sua splendida fioritura

La pianta ha portamento arbustivo di forma arrotondata con rami di un bellissimo colore rosa- argenteo. E' una pianta robusta non sempreverde, che può raggiungere i 3 metri di altezza. I fiori, particolarmente profumati adornano i rami spogli di foglie che cresceranno solo dopo la fioritura (cui seguirà la lenta fruttificazione).
E' una pianta che ama le posizioni luminose e soleggiate e si sviluppa bene anche in zone con temperature molto rigide e inferiori agli 0°C.

La Magnolia è una pianta caratterizzata da una crescita molto lenta e generalmente non va potata. Eventuali rami secchi o danneggiati dal gelo vanno recisi dopo la fioritura.
NARCISO

Classificato come pianta che appartiene alla famiglia delle Amaryllidaceae, il Narciso è una pianta che ha origini europee. Produce fiori molto gradevoli sia per aspetto che per profumo, ma contiene una sostanza pericolosa: l'alcaloide Narcisina.Questo fiore ha una sua simbologia importante anche a livello culturale, poiché nella storia dei popoli sono presenti alcuni miti e leggende che prendono proprio tale fiore a metafora di alcune caratteristiche positive o negative del carattere degli uomini e delle loro debolezze.Gli antichi romani associavano il Narciso ai Campi Elisi, luogo che i latini identificavano con l'Aldilà. Per questo elementare motivo, i fiori di Narciso venivano deposti in grande quantità sulle tombe dei caduti in battaglia, da eroi, per la difesa di Roma.Nella religione celtica essi erano invece il sinonimo di una purezza purtroppo soggetta alla corruzione dei pensieri più cattivi degli uomini, capaci di esprimere sentimenti negativi come odio o invidia, fino a rendere tossico questo bellissimo fiore.Per la filosofia cinese, invece, il Narciso è un fiore che porta fortuna e quindi è usato per augurare un buon anno di prosperità a chi inizia una nuova stagione di studio o lavoro o anche a chi inizia una nuova vita familiare, al punto che si è diffusa la moda di farsi tatuare l'immagine di un narciso sul corpo, affinché sia di buon auspicio. 
Nell’antica Grecia si riteneva che il primo narciso – simbolo dell’egoismo, della vanità e della presunzione – fosse sbocciato laddove il mitico giovane cacciatore Narciso si era innamorato dell’immagine di se stesso riflessa in uno specchio d’acqua fino a morirne prematuramente a primavera annegando nel tentativo di abbracciarsi oppure, in un’altra versione, consumato dallo struggimento, da fame e sete, seduto solitario sulla riva. Quando era nato da una Naiade, Liriope, e dal dio fluviale Cefiso, l’indovino Tiresia ne aveva predetto infatti il destino di rimanere immortale finché non si fosse guardato. Il mito di Narciso, presente in numerose versioni, diventò ricorrente in opere artistiche a olio su tela come questa del Caravaggio:


  IL MITO DI NARCISO (video)

29 marzo 2013

BUSNAGO 1988: c'era una volta ...LA VIA CRUCIS


Oggi 29 marzo 2013 Venerdì Santo.
.
Il Venerdì Santo del 1988 (25 anni fa) era il 1° aprile.
A Busnago, durante il giorno era caduta una pioggia continua e insistente.
Nelle prime ore della sera la pioggia era cessata lasciando il posto ad un’aria fredda autunnale.
Nonostante le avversità atmosferiche, molti Busnaghesi vollero partecipare alla
VIA CRUCIS VIVENTE
Organizzata dall’Oratorio di Busnago, dalla Compagnia Teatrale Scaenici ’74 con la collaborazione del rione Belgioioso.
.
Il video che segue, documenta alcuni momenti dell’emozionante evento.
 (buona visione)

19 marzo 2013

UN FIORE AL MESE - MARZO: la VIOLA


Con questo sesto video, prosegue il tema, a cadenza mensile,

che ogni mese descrive un fiore presente nelle campagne

o nei giardini di Busnago e dintorni.



Il fiore di questo mese di febbraio è la:
  
VIOLA
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Nel linguaggio dei fiori la Viola, timida e soave è il simbolo dell'amore romantico ed anche dell'umiltà e della modestia.

La viola è sempre stata uno dei fiori più apprezzati da tutti i popoli e in tutti i tempi. sia per l'aspetto estetico sia per il suo delicato profumo. infatti molti poeti l'hanno esaltato e inserito nelle proprie opere come uno dei fiori più belli e delicati ed altrettanto ricorrente è la rappresentazione del fiore in dipinti e decorazioni perché pur nella sua semplicità, infonde all'osservatore uno strano fascino.

Gli antichi romani e le popolazioni arabe erano solite aggiungere alle bevande fiori di viola oppure estratti della stessa al fine di rendere più delicata e gradevole la consumazione ed ancor oggi molti pasticceri la usano per decorazioni candite su torte e pasticcini ed anche in vini aromatici e i gourmet d'alta classe in particolari ricette gastronomiche.
Ma famoso è soprattutto l'utilizzo dei suoi petali per ottenere profumi, raffinate essenze ed olii. E' accertato che da tempo grandi maestri profumieri con straordinarie mescolanze e mediante accurate distillazioni ne intensificano il profumo e rendono preziosa la sua estrazione.

Gli Inglesi fin dal Medioevo avevano una particolare predilezione per questo fiore. Quando Josèphine Beauharnais incontrò Napoleone gli donò proprio un mazzetto di Viole mammole che adornavano le sue vesti. Napoleone adotto questo fiore anche per l'amante Maria Walewska. I Bonapartisti ne fecero poi il loro fiore simbolo, contrapponendolo al giglio dei Borboni.


In medicina la viola del pensiero viene usata in infuso o in decotto, in caso di malattie cutanee croniche: l'acne, gli eczemi, i foruncoli e la psoriasi. Ha un'azione curativa anche per i disturbi delle vie respiratorie.

letteratura e mitologia:Una leggenda narra che Zeus, che aveva dovuto trasformare una sua amante, Io, in una giovenca, le aveva poi creato un fiore per nutrirsi, la Viola mammola.


Il 22 marzo si celebrava il culto in nome di Attis nella Roma Imperiale. Era il giorno della viola, infatti, si trasportava in processione un tronco di pino adornato di viole. L'eroe della viola è colui che si sacrifica per trasformarsi in questo fiore. Si narra che i cavalieri della tavola rotonda consultassero le viole per conoscere il loro destino. La Viola del pensiero chiamata dai francesi pensèe, divenne, nel "sogno di una notte di mezza estate" di Shakespeare, la chiave di tutta la commedia.
(notizie "spigolate" nella rete).
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LA VIOLETTA E LA FARFALLA
 Una vorta, ‘na Farfalla
mezza nera e mezza gialla,
se posò su la Viola
senza manco salutalla,
senza dije ‘na parola.
La Viola, dispiacente
d’esse tanto trascurata,
je lo disse chiaramente:
- Quanto sei maleducata!
M’hai pijato gnente gnente
Per un piede d’insalata?
Io so’ er fiore più grazzioso,
più odoroso de ‘sto monno,
so’ ciumaca e nun ce poso,
so’ carina e m’annisconno.
Nun m’importa de ‘sta accanto
a l’ortica e a la cicoria:
nun me preme, io nun ciò boria:
so’ modesta e me ne vanto!
Se so’ fresca, per un sòrdo
vado in mano a le signore;
appassita, so’ un ricordo;
secca, curo er raffreddore…
Prima o poi so’ sempre quella,
sempre bella, sempre bona:
piacio all’ommini e a le donne,
a qualunque sia persona.
Tu, d’artronne, sei ‘na bestia,
nun capischi certe cose… -
La Farfalla j’arispose:
- Accidenti, che modestia!
 (Trilussa)

22 febbraio 2013

UN FIORE AL MESE - FEBBRAIO: La PRIMULA


Con questo quinto video, prosegue il tema, a cadenza mensile,

che ogni mese descrive un fiore presente nelle campagne

o nei giardini di Busnago e dintorni.



Il fiore di questo mese di febbraio è la:  
PRIMULA.
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Nel linguaggio dei fiori la Primula simboleggia l'amicizia nascente o il primo amore; può anche essere associata alla giovinezza. La Primula è il fiore ideale da regalare ad una cara amica..

Cresce spontanea e rigogliosa nelle zone di montagna e ha i fiori di numerosissimi colori, il nome deriva dal latino primus per indicare la precocità di fioritura che avviene subito dopo la scomparsa della neve, quando nei prati comincia a comparire l'erba.

Questo fiore simboleggia proprio la stagione in cui sboccia ed è considerato il simbolo di rinascita e rinnovamento.

Secondo una vecchia storia, tanto tempo fa ci fu un anno in cui l’inverno fu particolarmente freddo e lungo. Tutti gli animali della foresta aspettavano con impazienza la primavera con i suoi primi tepori, ma l’inverno, che era diventato vecchio e sordo, non voleva proprio andarsene.

Gli animali cominciarono ad insistere affinché se ne andasse per lasciare posto alla primavera.
L’inverno, offeso per il fatto che tutti gli animali preferivano la primavera a lui, promise vendetta: chiamò il gelo e la tempesta e ordinò loro di nascondersi. Quando sarebbe arrivata la primavera avrebbero dovuto spingerla dentro una grotta.
La primavera arrivò puntuale, ma fu fermata dalla tempesta che la spinse all’interno della grotta, mentre il gelo formò una spessa barriera di ghiaccio per intrappolarla.
Una
lepre aveva visto tutto e corse a raccontarlo agli altri animali. Tutti insieme si rivolsero al sole, amico della primavera, per chiedere consiglio su come liberarla dalla grotta.

Il sole si avvicinò ad un ruscello che scorreva vicino alla grotta e improvvisamente, dove lui era passato, spuntarono le Primule.
Il sole ordinò agli animali di portare quei fiori nella grotta.
Gli animali obbedirono e non appena le
Primule furono all’interno della grotta, il ghiaccio si sciolse.

La primavera fu libera di uscire e alla sua comparsa tutti gli animali iniziarono a festeggiare allegramente.
L’inverno, sconfitto,
fuggì via insieme al gelo e alla tempesta.
Da allora, ogni anno, le
Primule annunciano l’arrivo della primavera.


 (Notizie "spigolate" dalla rete).
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Come tanti altri fiori anche la Primula ha ispirato molti poeti. 
La poesia che segue è stata scritta dalla Poetessa 
  Ada Negri.

Primule
Sbocciano al tenue sole
di marzo ed al tepor de' primi venti,
folte, a mazzi, più larghe e più ridenti
de le viole.
Pei campi e su le rive,
a piè de' tronchi, ovunque, aprono a bere
aria e luce anelando di piacere, le bocche vive.
E son tutti esultanza
per esse i colli; ed io le colgo a piene
mani, mentre mi cantan per le vene
sangue e speranza
.

 
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12 febbraio 2013

BUSNAGO-CARNEVALE IERI E OGGI 1988/2013

C'era una volta a Busnago...
 
... Carnevale 1988 
.
Il trenino del Belgioioso.

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Busnago 10 febbraio
Alcuni momenti del carnevale Busnaghese del 2013
(solo la partenza del corteo)

30 gennaio 2013

UN FIORE AL MESE - GENNAIO: GELSOMINO DI SAN GIUSEPPE



Con questo quarto video, prosegue il tema, a cadenza mensile,
che ogni mese descrive un fiore presente nelle campagne
o nei giardini di Busnago e dintorni.

Il fiore di questo mese di gennaio è il:
GELSOMINO GIALLO DI SAN GIUSEPPE

Il gelsomino giallo di San. Giuseppe, è originario della Cina. Questa pianta è comunque conosciuta nel nostro Paese da molto tempo, la sua prima apparizione risale infatti alla metà del 1500, a seguito dell’introduzione da parte del navigatore Vasco de Gama. Una pianta che fu subito cara alle donne, alle quali il Gelsomino, nel linguaggio dei fiori, parlava d’amore: una fama destinata a durare anche nei secoli successivi. A questa notorietà concorsero largamente anche i poeti, ed in modo speciale i poeti orientali. Tuttavia anche un filosofo occidentale Teofilo Gauthier si servì del fiore di questa pianta per esporre il concetto filosofico di un’umanità che anela sempre a mutare, sempre compiaciuta di un ordine inaspettato e nuovo alle cose del mondo.
E’ chiamato Gelsomino nudo, Gelsomino d’inverno, Gelsomino di san Giuseppe, non ha profumo, non teme né il freddo né il gelo. E’ un arbusto molto rustico, perenne, a foglie caduche, dal portamento parzialmente strisciante, presenta rami sottili, ritti e rigidi con foglie trifogliate, lucide e di consistenza cuoiosa color verde scuro. La fioritura è invernale, molto ornamentale, formata da piccoli fiorellini giallo brillante, solitari o riuniti in mazzetti.
Questa pianta tende a crescere abbondantemente e può raggiungere anche i due metri di altezza; si consiglia di potarlo spesso dopo la fioritura e, ogni due o tre anni, procedere ad un rinnovo completo degli steli recidendoli a una ventina di cm dalla base.
Vista la capacità di sviluppo il gelsomino di San Giuseppe può essere utilizzato sia come tappezzante strisciante sia come rampicante se addossato ad una apposita struttura.
I rami ricadenti spesso radicano spontaneamente. In questo caso possono essere staccati dalla pianta madre e ricollocati a dimora.
le piante in pieno sole fioriscono copiosamente, mentre quelle all'ombra tendono a produrre più foglie.
(Notizie "spigolate" dalla rete).

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Busnago 12 febbraio 2013 la nevicata


19 gennaio 2013

BUSNAGO - CONCERTO DI NATALE 2012


Busnago 23 Dicembre 2012
nella sala polifunzionale dell'oratorio,

CORPO BANDISTICO MUSICALE
ORATORIO S. LUIGI
BUSNAGO

presenta:

C O N C E R T O  D I  N A T A L E  2 0 1 2
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Tra il pubblico, un'Eminenza particolare...
Il video che segue, documenta alcuni momenti della serata.


31 dicembre 2012

UN FIORE AL MESE - DICEMBRE: L'AGRIFOGLIO


Con questo terzo video, prosegue il tema, a cadenza mensile,
che ogni mese descrive un fiore presente nelle campagne
o nei giardini di Busnago e dintorni.

Il fiore di questo mese di dicembre è:
L'AGRIFOGLIO.

SIGNIFICATO DELL'AGRIFOGLIO: Eternità, Aggressività, Forza e Resistenza.
 L'Agrifoglio è una pianta sempreverde. Si può presentare come un arbusto, alberello od albero. Allo stato spontaneo può arrivare ad una altezza di 20 m, mentre se coltivato come arbusto non supera i 4-5 metri. 
I fiori sono di colore bianco, odorosi, e sbocciano verso la fine dell’estate. In autunno la pianta femminile si copre di frutti decorativi rossi o gialli a seconda delle varietà, che permangono per lungo tempo e che caratterizzano la pianta.
I Druidi lo usavano per cacciare gli spiriti maligni; Plinio il Vecchio, nel primo secolo A.C., consigliava di piantarlo vicino alla porta di casa, per proteggerla dalla perfidia dei malvagi. In molti paesi del Nord, nel Medioevo, si pensava che questa pianta fosse dotata di un potere superiore a quello degli aggressori e la capacità di proteggere dalle intemperie nelle lunghe notti buie in inverno. 
L’agrifoglio ha conservato il significato di eternità e aggressività, date le sue foglie pungenti. E’ usato per addobbare la casa durante il periodo natalizio, fa spesso parte di “scacciaguai”. 
Esiste anche una particolare varietà di agrifoglio e cioè quello sudamericano, Matè, che ha foglie poco spinose dalle quali, una volta essiccate e tostate, si ricava un ottimo infuso eccitante.
Si  narra che in Irlanda durante le festività natalizie, fosse l’unica pianta che anche le famiglie più povere potessero permettersi per decorare le proprie abitazioni. Proprio per questa ragione tra le piante di Natale, l’agrifoglio è storicamente quella più amata.
Quando Colombo scoprì l'America, trovò che gli indiani tenevano in gran conto le piante di agrifoglio; se ne fregiavano come di un distintivo di coraggio durante le battaglie; ne piantavano arbusti davanti alle capanne per tenere lontano gli spiriti maligni, bevevano decotti di foglie e di bacche per acquistare forza. Alcune tribù adoperavano il legno bianco e duro dell'agrifoglio per foggiare le impugnature delle loro armi.

Usi medicinali: Contiene saponine, la xantina teobromina e un pigmento giallo, l'ilexantinaOggigiorno l'agrifoglio viene usato raramente in fitoterapia per via della sua tossicità, ma presenta proprietà diuretiche, febbrifughe e lassative.  Ha inoltre un effetto simile a quello della serotonina.


  • Il decotto delle giovani radici raccolte in autunno è diuretico.
  • Il decotto e il vino medicato della corteccia raccolta in qualunque periodo dell'anno vantano proprietà febbrifughe.
  • L'infuso delle foglie raccolte prima della fioritura e fatte essiccare all'ombra ha proprietà calmanti, febbrifughe e curative dell'itterizia, contiene tra le altre sostanze la ilicina.
  • I frutti raccolti a maturazione da ottobre a dicembre e fatti essiccare al calore hanno azione purgativa.
Tossicità: Il contenuto di ilicina contribuisce a rendere l'agrifoglio tossico per gli esseri umani poiché irrita lo stomaco e l'intestino, e altri componenti lo rendono dannoso per il sistema nervoso e per il cuore. L'ingestione di appena venti bacche può essere mortale per un adulto.
(Notizie "spigolate" dalla rete).
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Con questa pianta-fiore di dicembre, e  il video che segue,
auguro a tutti i visitatori e gli amici di questo blog*
un felice e sereno 2 0 1 3
* Dalla "nascita" (aprile 2012) ad oggi le visite a questo blog sono state: 
1150 con 2300 pagine viste. 
Per tutto questo... 1150 volte GRAZIE!
 (gianni dip)



22 dicembre 2012

BUSNAGO 1988: c'era una volta... IL CONCORSO PRESEPI

Il presente post, documenta un evento di 24 anni fa.
Nel periodo prenatalizio di quell'anno, l'amministrazione comunale di Busnago, 
promosse un concorso di presepi indirizzato a tutti i cittadini busnaghesi.
In un giorno prestabilito, una piccola commissione, guidata dal sindaco di allora  
Angelo Vimercate, 
si recò nelle case dei busnaghesi, che avevano aderito al concorso, 
per visionare e fotografare i relativi presepi.

Considerando l'occasione imperdibile, chiesi e ottenni di affiancarmi alla suddetta commissione per filmare i presepi e alcune persone nelle loro case.
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Per 24 anni, il vecchio filmato ha "dormito" sonni tranquilli in una cassetta VHS, fino a qualche giorno fa, nel quale è stato "estratto" e assemblato in due video che pubblico qui sotto.
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Il primo video documenta i vari presepi in concorso.
Il secondo video documenta vari momenti della premiazione che si è svolta qualche giorno dopo.
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Trattandosi di un vecchio filmato realizzato con un mezzo amatoriale ed "estratto" da cassetta a nastro VHS, la qualità delle immagini risente di  tali condizioni. 
Approfitto dell'occasione per augurare
 a tutti gli amici e visitatori del blog
un
FELICE NATALE 2012
(gianni dip)
 
Buona visione


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LA PREMIAZIONE DEI CONCORRENTI

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  NOTE:

Se qualcuno “ripreso” in questo video  NON volesse “apparire” può scrivere a:
gianni3dipa@teletu.it
Indicando la posizione (in minuti e secondi) della sequenza da eliminare.
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Chi volesse il file del filmato può chiederlo (a costo zero)
scrivendo allo stesso indirizzo di cui sopra.

09 dicembre 2012

CORO S. ANNA-2012


Busnago 7 dicembre 2012
In occasione della festività dell'Immacolata Concezione
 il CORO S. ANNA 
esegue un concerto di brani dedicati alla figura 
di MARIA.
Organista: Carluccio Mattavelli
Oboe: Angelo Stucchi
Flauto:       Fabricio Malaquias
Dirige il Coro:   Sandra De Tuglie
Baritono:           Francesco Riillo.
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 Se qualche amico del Coro S. Anna volesse comunicarmi i nomi 
dei componenti del Coro stesso,
con piacere li pubblicherei in questo post.
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I due video che seguono, documentano 
una sintesi dell'evento.
Mi scuso per la bassa qualità delle immagini, ma
dati i "poveri" mezzi di cui dispongo e le condizioni di luce non ottimali,
non si poteva pretendere di più.
Ho anche abusato di qualche "effetto speciale"per  rendere la visione dei video più "leggera" 
e per sopperire in parte alla bassa qualità di cui sopra. 
buona visione

SECONDA PARTE

04 dicembre 2012

SCÆNICI74-ASSEMBLEA CONDOMINIALE

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COMPAGNIA TEATRALE SCÆNICI74 BUSNAGO
ASSEMBLEA CONDOMINIALE di Gérard Darier
Assemblea condominiale è una messa in scena delle bassezze a cui si può arrivare fra vicini di casa.Con le ferite ancora aperte per la riunione precedente ma chiamati nuovamente a far valere i propri diritti, questa volta non la faranno passare liscia al musicista omosessuale proprietario del quarto piano. Sfodereranno i canini sul minutaggio della luce nelle scale, la puzza del ristorante cinese, l’installazione di quel maledetto ascensore che pure servirebbe, ma la darebbe vinta all'anziano professore in
pensione...
Se non avete mai partecipato ad una di queste frizzanti serate tra inquilini arbitrate da un amministratore, è ora di entrare nella mischia. Se un brivido vi corre ancora su per la schiena ripensando agli occhi iniettati di sangue del dirimpettaio tanto gentile che avete visto tramutarsi in una belva nell'ultimo incontro, è l'occasione giusta per sedare i rancori e riderci su, guardando da fuori la rappresentazione di un grottesco quotidiano capace di aprire squarci di cattiveria insospettabili che in un attimo possono trasformarsi in momenti di grande gioia comune.
Nella sua apparente leggerezza, il testo di Gerard Darier (tra ipiù apprezzati drammaturghi contemporanei della scena parigina) racconta il vissuto di tutti i giorni evidenziandone i paradossi, sottolineandone i vizi e castigandone i costumi dietro la maschera del sorriso con un finale degno del delirio raccontato.
Il ritmo serrato della piéce confonde, diverte e coinvolge a tal punto il pubblico da far venire il dubbio di partecipare realmente alla riunione.
E' tradotto in italiano da Antonella Questa.
In seconda convocazione, Vi aspettiamo il 15 dicembre alle 21
oppure il 16 dicembre alle 15
nel teatro dell’ ORATORIO S. LUIGI di Busnago
Sono presenti alla riunione:
La sig.na Cristina Lamberti (Barbara Chirico), amministratrice.
Il sig. Sergio Vignoli (Angelo Colombo), idraulico e suo amante.
Il sig. Parigi (Emilio Ripamonti), professore in pensione. E' qui per l'ascensore.
La sig.ra Sonia Vignoli (Rosalinda Stucchi), casalinga, moglie dell'idraulico: il potere è
nei millesimi!
Filippo Ricci (Tino Ripamonti) musicista, omosessuale. Colpevole di possedere un
intero piano.
Irene Zampelli (Rosalinda Confalonieri), parrucchiera. La madre è appena scomparsa e il cane…non sta meglio.
In scena la Compagnia Teatrale Scaenici74 di Busnago con il supporto tecnico di Franco Porta e la Regia di Patrizia Vergani